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@ Loser : Re-Login - A.V.

Nella quarta release sono all'opera esponenti del bastard pop italiano e internazionale. Il materiale di partenza vede le compilation precedenti per la pratica del remix bastardo che se è autarchico nel materiale/sample (rigorosamente pezzi editi nei precedenti loser) mostra tutto il suo appeal nelle strade sonore intraprese. Infatti se la componente ludico-citazionista del bpop ne esce in prospettiva drasticamente ridimensionata, lo stesso non si può dire per l'efficacia dei pezzi che finalmente superano la formula "spericolati fade in"+ "sovrapposizione vocals", che ne limita e cristallizza, come capita in tutti i generi, le forme fino allo "stereotipo". Tra gli 8 interpreti il vero colpo basso è del blasonatissimo Dsico per il pezzo più noioso e segaiolo, seguito a ruota dai Giardini di Mirò per un taglia e cuci piatto ed elementare sui Perturbazione che non spinge da nessuna parte. Una spanna sopra tutti l'elettroclash di DjDeNeo con atmosfere polleggiate in battuta lenta e il tappetto sonoro di JoolsMf. Il rischio era quello di parlarsi addosso, oppure una sorta di autoindulgenza visto che forse, per limiti legali, la scelta dei samples doveva rimanere esclusivamente all'interno del mondo Loser. Pericolo scongiurato. Maggiore coraggio invece sarebbe stato concedere il lavoro in licenza sample me, a testimonianza del ruolo fondamentale della Rete nella pratica Bpop.

 lanci psilocibina sull'argomento del funambolico centrocampista ignorato dalle convocazioni
piuttosto sarebbe interessante sapere su implicazioni legali e limiti che ne scaturiscono. cioè se qualcuno avesse avuto una intuizione coi beatles, poteva rischiare (legalmente)? -Bpop è nato partendo da "Aguilera": più un pezzo è masticato più ha successo. è una legge degli ascolti, per ogni genere, figurati oggi. Inoltre c'è la componente ludica, comune peraltro a molto hip hop, specie albori, dello scopri la traccia. Più la traccia è poco masticata, in una o più componenti, meno il bpop ha effetto (hey ma questo è...). Poi magari è un gran pezzo di suo, colpisce lo stesso, ed è un successo ma la "fruizione" in questo caso è diversa dal "piano" del bpop. - da quello che ho ascoltato è bpop per il mezzo usato e per l'estetica. Manca forse l'effetto cavallo di troia (ad esempio io il pezzo di bugo l'avevo gia assimilato e l'ho riconosciuto come bpop) che quindi fa parlare di remix ma non è detto che questo sia un vicolo cieco in se. ps la musica sarà SEMPRE un gioco di incastri e combinazioni, no? - qua -
- Bpop e Hip Hop - qua - Chuck D sui Sample - qua - - L'arte è Sampling. Il Sampling è un Arte - qua - qua - Un mio intervento sui Pet Shop Boys di Where The Streets have No Name - non ricordo -
[Ringrazio Eriquez Chezzi, maestro di Delta Tai Chi presso il centro esoterico musicale "Barrio Rumbeato y Regiz" Nueva Guayaquil City, lider del Partido P2P Internazionale per gli spunti teorici-pratici e per la droga a costo di realizzo.]

Le Mie Panchine #3
- Ho visto una squadra che tira i rigori come si tirano da noi nelle giovanili. Centrali e di potenza. Quand'è che cresceranno?
- Ho visto un portiere che vedendo il suo collega buttarsi in maniera goffa sempre fuori tempo ha detto ci penso io.
- Ho visto Eusebio che a momenti si levava la giacca e sicuro lo metteva all'incrocio. Quando uno è calciatore rimane calciatore tutta la vita. La sua rivincita è anche contro quel mondiale, il + truffaldino della storia del calcio.
- Ho visto Felipao che a momenti se ne andava in canotto dal portogallo. Ci vuole culo e coraggio. ma prima di tutto culo.
- Ho visto una squadra ben organizzata che contro una squadra meno organizzata ha vinto. E ho gridato Cazzo benty!!mentre le persone vicine a me mi hanno chiesto chi fosse questa Jenny











    postato da elrocco | 26/06/2004 11:37 | commenti (17) |

Le Mie Panchine #2

- Ho provato per la prima volta nella mia vita sincera compassione per i Crucchi. Il loro tasso tecnico è pari a quello di un terzino. Anche se poi vedendo Kahn, tutto si è aggiustato.
- Ho visto la squadra che pensava di giocare senza attaccanti, continuare a farlo. Solo che almeno ha inserito dei signori difensori. Ho visto la sua ala, che ho scoperto essere un ex attaccante, cercare il duello come si fa spiaggia.
- Ho visto la squadra di Kruiff sostituire le ali a favore di 2 terzini, lasciando una punta nel deserto e arretrando il baricentro del gioco drammaticamente verso la propria porta. Non contento, ha inserito un 40enne per contenere lo svantaggio numerico a centrocampo e poter così difendere il pareggio. Kruiff se lo incapretta.
- Ho visto un allenatore di una squadra che sotto di 2 goal ha messo su un punta. Sotto di un goal ha messo un altra punta e ha vinto la partita. Attaccando. Impensabile a queste latitudini?
- Ho visto che gli stranieri in Italia prima di Mondiali/Europei fanno le puttane di terzordine in mezzo al campo per poi trasformarsi negli appuntamenti che contano.
_ Vi dico come funziona per un calciatore, senza pensare a combine. Il calciatore scende in campo e sa che deve passare il turno. Per un tempo gioca e non pensa a nulla (tranne eventi eccezionali). A seconda di quello che succede nella prima mezzora del secondo tempo, gli utlimi 15 minuti saranno decisivi. Se in quella mezzora uno dei due si mette al sicuro (fa due goal) alla fine sbraga e chiama l'amico/nemico a festeggiare con lui. é fisiologico.
- Vi dico come funziona con la combine. La squadra che doveva vincere la partita andava sotto di 2 o 3 goal ma da subito. Alla fine recuperava e surclassava il malcapitato. A pareggiare non ci voleva niente. Bastava fare una caterva di goal e fermarsi al momento giusto.
- Vi dico che stasera sono cazzi. L'ottimismo è d'obbligo. Il Grande Intuito Del Calciatore che è dentro me dice possiamo anche non scendere in campo. Il Grande Intuito Del Calciatore mi porta spesso in situazioni che... quindi magari......
- Vi dico come funzionava con le vecchie regole (prima dell'ultimo uomo, portiere senza mani ...) Se vincevi 1 a zero potevi, perchè ne avevi i mezzi, contenere il risultato. Ora un goal di scarto non vale niente. Bisognava dirglielo per tempo al Bollito









    postato da elrocco | 22/06/2004 17:26 | commenti (9) |

@ Wop - Raiz

La globalizzazione a Sud di nessun Nord. Il mischiarsi come dato di fatto inevitabile. Raiz riparte dal concetto di migrazione. Riprende le tematiche gia care al suo vecchio gruppo e confeziona un album non stereotipato sul viaggio e gli incontri che ne scaturiscono ("mia nuova italia, fatta di Marocco, India e Senegal, non si può fermare chi la felicità non ce l'ha"). La retorica è tutta mia, perchè si sceglie la strada musicale della contaminazione senza effetti bignami o realworld d'accatto ( i valtur evidentemente sono esclusi a priori). Nel complesso è la strumentazione a svolgere il compito di mezzo. Le tablas/bhangra asiatico (vabbè dai, lui ha messo camoranesi) di "scegli Me", Favalli al posto di Gattuso, la sensualissima bossa elettronica napulitana di "musica" ("porta allegria indà a vita mia" come Cassano ieri) i ritmi/ metriche algerine di "chador" (il vero ruolo dell'amore come già fece notare a Gaetano l'amante della zia), il tango napulitano che diventa melodramma in "nu me vuo chiù"(uno alto 1,90 che non salta ma muove il collo). Non mancano le battute in levare di "ancora, ancora, ancora" ( uscita da 4/4) e il dub/reggae sul giro di basso ipnotico di "tu che non ci sei" ( imputabili forse alla collaborazione col primo esule dal gruppo, come le sostituzioni ieri erano frutto del più bieco trapattonismo). Si chiude in bellezza, l'avessimo chiusa noi quando si doveva chiudere, ma un pò stanco su atmosfere elettroniche e con il manifesto emigrante, gia di Tom Waits, "wherever I lay my hat is my place". Da segnalare l'uso della lingua e dei centrocampisti al posto delle punte facendo arretrare drammaticamente il baricentro della squadra. Oramai l'Italiano si sta imponendo, come gia scritto da un'altra parte, soprattutto come voglia di singolo ma qua ha un maggiore peso mentre invece scegliere di privarsi del tasso tecnico a danno del tasso atletico è un suicidio calcistico da sempre. Inoltre è stato fatto un egregio lavoro col napoletano e sopratutto con l'inglese. Un 'imbastardimento di slang ( rima goback/vasc' e sopratutto "w.o.p") che da solo è un manifesto sia di suono che di intenti per coombà Rais.

W.o.p. si legge uap. cioè uappo. uappo deriva dallo spagnolo "guapo" ed uno dei tanti ricordi linguistici della dominazione spagnola a Napoli. Il termine è in voga sulla east coast. Sulla West Coast gli italiani si chiamano Dago. L'ho scoperto grazie a uno scrittore. Dago si pronuncia dego. Dego sta per Diego. Il nome Diego è un altro ricordo linguistico della dominazione spagnola. Prima dei messicani i dago erano gli untori. Quando questo scrittore andò in italia per la prima volta disse che lui era rimasto l'unico vero italiano. Quando mia zia a nuove york mi disse ti faccio i rafaiuoli e aprì una buatta di ricotta ho capito che L'hokuto gemini aveva preso strane strade in USA.

    postato da elrocco | 19/06/2004 12:39 | commenti (9) |

!! Esclusiva ElRocco Europeo 2004!!
Le Mie Panchine #1

- Ho visto una squadra che pensava di poter giocare senza attaccanti. Questa squadra fa del fraseggio e del possesso palla la sua unica ragione di vita. Una squadra senza possibilità di uscita non gioca a calcio, nuota nel campo.
- Ho visto una squadra allenata da un allenatore "Italiano". Il suo 4-4-1-1 è la cosa più simile al catenaccio che abbia mai visto contrabbandare al popolo Inglese. Goal su palla inattiva, uso sistematico del lancio lungo, mediocrita tattica.
- Ho visto la differenza tra un buon calciatore e un Fuoriclasse assoluto. La differenza sta tutta in un rigore. Il buon calciatore aveva paura, ha chiuso gli occhi e ha tirato la "bomba" dimenticandosi dell'insegnamento numero uno. Mai la palla a mezza altezza. Ma stava friggendo. Il Fuoriclasse assoluto, invece, ha preso la palla e proprio quando il mondo gira + veloce ha sivellato senza esitazioni nel posto giusto per antonomasia. I rigori non sono mai stati una lotteria dopo i 14 anni.
- Ho visto la mia squadra giocare a compartimenti stagni, senza raccordo, impostando fisicamente la manovra senza vie di sbocco che non fossero la punta centrale. Una squadra che non respira non vince alla lunga.
- Ho visto il rincoglionimento di un allenatore. Conoscendo le dinamiche del rapporto mister-calciatori sono giunto alla conclusione che questo non ne ha più. Parla, si agita, fa dichiarazioni, cerca i giornalisti e in campo mostra solo nervosismo. Quando senti delle dichiarazioni in serie del genere "devo giocare" mascherate come prove di carattere, significa solo che il rapporto non esite più. Sei stato declassato a personale non qualificato. Senza un riferimento una squadra si perde.
- Ho visto il sacchismo rinascere nel suo avversario per antonomasia di un tempo. Ho visto la fiducia cieca in un modulo che cozzava con lo svolgimento della partita. Ho visto delle sostituzioni inutili. A meno che non siano la cartina di tornasole del punto precedente.







    postato da elrocco | 16/06/2004 17:45 | commenti (9) |

@ Happiness in Magazines - Graham Coxon

Le sonorità di questo disco prendono a man bassa dall' (indie)rock statunitense. Nonostante la produzione di un vecchio compagno di strada, veri e propri echi del passato non ce ne sono, a parte " bittersweet bundle of misery" costruita sullo stesso giro di "coffe+tv" ma molto più anemica. Il disco gira intorno alla sua chitarra, con tocco di ecletticità nella costruzione più che nel suonare. Gli assoli sono la parte più cospicua del disco ma non si scivola mai nel virtuosismo pretestuoso tipico degli ex che lasciano, piuttosto siamo spesso dalle parti di coretto e accordi slabbrati con accelerazioni ("freakin' out") e/o relativi scazzi ("no good time" o"hopelkess friend"). Oltre all'estetica college si trovano 2 ballad tra cui un pezzo ("are you ready") costruito con sonorità alà Urge OverKill impreziosità da archi o tocchi più sporchi blues ("girl done gone") tanto in voga in sto momento. Non mancano un pò di distorsioni a mo di vezzo. I testi sono costruiti di getto tipo freakin out ma insomma boh. Un disco statunitense volutamente eclettico ma troppo eclettico in alcuni passaggi ("ribbons and leaves") e troppo anemico in altri.

Graham Coxon è uscito dal gruppo.
Il nuovo best sellers giovanile. L'abbandono di un occhialuto chitarrista che si rifuta di mettersi le lenti a contatto.
Riccardo Fogli è uscito dal gruppo.
Il libro da cui è partito tutto il filone. Il Diario segreto di una ex groupie dei Pooh. L'approdo all'età adulta insiema ai Pooh.

@ I've Got A Woman - Ray Charles
Vero e proprio spiritual/gospel erotico. Si inizia di voce e gia col ritornello, il ritmo è trascinante ed è l'incontro tra lo swing e il r'n'r. Orchestra con ovviamente piano e fiati e con il sax che si ritaglia anche l'assolo. Vera e propria canzone rivoluzionaria per la morale bianca dell'epoca che riesce a fondere la corporalità del testo con la musica. Il primo grande successo di vendite

Se muore uno dei grandi si chiama Zucchero che dice più o meno questo "l'ho conosciuto, eravamo amici e l'avevo appena sentito al telefono".
Io chiudo con il titolo del giornale Verde
Clamoroso episodio di discriminazione razziale a San Remo. Ray Charles abbinato a Toto Cotugno.







    postato da elrocco | 12/06/2004 11:47 | commenti (4) |

@ Sonic Nurse - Sonic Youth

Come Murray Street, ma senza "Plastic Sun", solo che la melodia del predecessore è confusa con il riverbero noyse. Da segnalare il ritorno della Femmina al cantato e un certo orgoglio distorsione che però, tengo a precisare, è solo abbozzato e meno che mai predominante. Per fortuna, certi abusi sarebbero tipici di mancanza di classe (non l'hanno fatto manco i Marlene Kuntz!) Molto suonato di chitarre e ordinato, produzione liscia,  quasi come quella cosa che si chiamava Post Rock, se non sembrasse una bestemmia. In chiusura una "peace attack" acustica dall'incedere rock da applausi. Il loro tocco fighetto-supponente (L'accenno al Re in "new hampshire" mi ha fatto sobbalzare alla ricerca di significati reconditi) non manca. Però mai autoindulgente. Ammetto che non si capisce quasi una cazzo di quello che volevo dire. Non sono criptico, sono noyse.

RadioElRocco  contrabbanda Sonic Nurse. E lo fa solo per voi. Come quei calciatori che se ne stanno sulla fascia senza toccare palla per una partita e sono sommersi dai fischi e dai "vai a lavorare". Tutti tranne uno, che lo difende a prescindere. Allora il calciatore sulla fascia prende la palla e la deposita in rete. Poi procede verso la curva, cerca con lo sguardo il suo supporter e dice "l'ho fatto solo per te, companero, solo per te" * [fatto realmente accaduto]

ElRocco, la logica dei passi imposti e l'ecologia alla recita dell'Asilo.

Mi chiama all'adunata e io ci sarò, Niño ci sarò, promesso. Dopo uno scambio di treni arrivo. Sto arrivando Niño, solo per te. L'asilo è lo stesso di quando io ero piccolo. L'unico Rocco nel raggio di molti km. Mi guardo attorno cercando qualche Aziz. La nostra infanzia sarebbe simile, un nome esotico che a certe latitudini ti segna. Invece tutti biondi, evangelisti e usciti da un catalogo. Stanno provando i passi di danza da soli e sono felici. Ma ecco il Guardiano della Rivoluzione, il maestro,  che subito vi riconduce alla logica dei passi imposti. Oggi il suo balletto, domani il rigore adulto e scuole di ballo fintolatineamericane per lo svago. Sono con voi companeros. Una media altissima di telecamere e macchine fotografiche pro infante. La vostra generazione avrà l'intera vita ripresa. Testimonianza diretta e non racconti. Non io, Niño, io lo impedirò. Per questo non ho la macchina, qualcuno insinua una mia dimenticanza,  ma  non ti farò vivere dei ricordi. Non perderai tempo prezioso a guardarti indietro fantasticando su un passato di merda che ti deve apparire dolce e buono. E poi io non ho macchine fotografiche. La tua recita Niño fa cagare, il balletto è uguale alla macarena, la musica è disney e io mi distraggo a guardare i culi delle giovani madri e delle tue insegnanti. Perdonami Niño,  il mio cuore vacilla davanti a questa messainscena reazionaria, oggi siamo qua solo per i maestri e per le foto. La recità è sull'inquinamento. Una lordura che non contempla neanche la raccolta differenziata. Poi c'è il rinfresco. Qualcosa non quadra Niño. Lo faccio presente al Guardiano della Rivoluzione "senta ma perchè questi piatti e bicchieri sono di plastica?". E' stato triste vedere un uomo in calzamaglia scappare a stringere mani di persone indaffarate a mangiare. Niño l'ho fatto solo per te.

    postato da elrocco | 4/06/2004 12:30 | commenti (5) |