| RSS | Email |MySpace|Tumblr

@ The Grey Album - Dj Danger Mouse ft Jay-Z

Succede che Jay Z rilasci la versione a capella del suo album, The Black Album, secondo una pratica molto comune nelle cultura Hip Hop. Dj Danger Mouse arriva a pubblicare questo lavoro sfruttando appunto Jay Z e i Beatles. Il White Album insieme al Black Album danno vita al Grey Album. Cromaticamente impeccabile, musicalmente valido (inoltre ora c'è l'alone del proibito). Il disco ha successo e viene scaricato liberamente visto che Dj Danger Mouse non ne possiede i diritti di sfruttamento. Succede che però è così bello che ne vengano pubblicate e diffuse 3000 copie (che ci vuole?). La EMI allora s'incazza poichè "claims copyright control of the Beatles 1968 White Album". Cioè la Emi decide che quell'album non deve esistere. punto e basta. Allora manda lettere di intimidazione a destra (I.S.P.) e manca (negozi di vendita). Si scatena la giusta guerriglia in Internet. Il disco appare (e scompare) in migliaia di siti, in tutti i circuiti di filesharing ( la boscaglia), fino a culminare alla giornata denominata Grey Tuesday. Tutta la querelle, con attente analisi di tutti i problemi che emergono, è disponibile partendo da Downhill Battle. Oltre alla giusta immedesimazione in Robin Hood ( "Dove Lenin latita in analisi, Robin Hood ha sempre ragione"- Paco Ignacio Taibo II), è interessante vedere come viene sviscerata e oramai vissuta la questione copyright, per noi artisti e per noi utenti. Il sampling è un' arte anzi l'arte è sampling (mi raccomando le minuscole). Questa è la crisi lampante di un modello di sviluppo di questa Industria Musicale. Avanti il prossimo.

É una querelle vecchia, esplosa da molti anni e so anche dove collocarla cronologicamente nella mia vita. De la Soul -3ft High & Rising. Un vecchio artista ascolta quello che è un capolavoro indiscusso della musica e riconosce dentro un sample di un suo pezzo. Insieme ad un avvocato intentano una causa. I De La Soul si accordano privatamente a suon di dollari, ma questo segnerà un epoca. Il secondo disco "De La Soul is Dead" esce contenente la lista dei sample usati (quasi tutti).

Fatevi un piacere segnatevi il sito di Downhill Battle, perchè mi sembra si stia diffondendo la pratica dei Sacerdoti. Attenti custodi del sapere che non fanno mai trapelare le fonti per non perdere l'effimero potere degli accessi. El Rocco è prima di tutto un calciatore, uno tra i migliori. Quando devi fare la rovesciata, oramai famosa come "La Rovesciata ElRocco" il fulcro di rotazione è la spalla. Questo è un altro segreto che mi è stato tramandato dai miei illustri predecessori. Fatene quello che volete.

    postato da elrocco | 26/02/2004 15:27 | commenti (4) |

@ Sorella Sconfitta - Massimo Zamboni

Il disco è immediato ma senza ammiccamenti. Prima poteva giocare con altri, qua deve dirigere da solo, o quasi. Ora è un chitarrista solitario che non ha perso tempo ad evocare fantasmi. Il chitarrista solitario si presenta subito con uno strumentale, parsimonioso, scarno, pronto per una soundtrack. Il pezzo che da il titolo al lavoro, ha un incedere placido, con la voce affidata a Lalli, lui svolazza intorno con qualche semplice accordo ("santa impazienza e 3lame nel cuore...il coraggio per poterla cantare" cioè la sua "anche l'infelicità può essere preziosa") fino a ritagliarsi il suo spazio in quelle note dilatate ala Jefferson Airplane (amore sviscerato a suo tempo gia in T.R.E.). Lo ripeto il limite è mio nel raccontarlo, ma gli unici bracciodiferro con il passato sono "su di giri", "miccia prende fuoco" e "schiava dell'aria".
"Su di giri" è il messaggio nella bottiglia, la bottiglia è la riconoscibilissima grattugia, il messaggio è la voce di Nada che urla "150 motivi di rancore, indaffarato a fare, a dire di fare, fa male, fa male" per l'interpretazione largo ai Guardiani della Rivoluzione. "Miccia prende fuoco" invece ricalca l'andare del tipico pezzo reggae emiliano, stessa tecnica, stessa sortita. Compresa Nada che ricorda chi ricorda nella litania ("non conta niente ormai, niente di niente ormai."). "Schiava nell'aria" è la sua Bolorma, lui con il parlato "ci sono scoppi nel cielo non tuoni,...il turno della vita", Cavalli Cocchi batte sulle percussioni, Lalli e il Soprano Parente ricostruiscono la coppia Ferretti-Ginevra ("Tra il pieno e i vuoti").
Essendo ormai solitario, la chitarra deve reggere il brodo (trad.pop. appennino ToscoEmiliano - P.Padana): lo fa non strafando, sempre presente anche se non in primo piano. La traccia maggiormente riuscita, per confezionamento ed evocazione, è "Da solo" (se non sbaglio uscito in Soundtrack per Velocità Massima), chitarra tagliata sempre su ritmo trascinante, fino alla catarsi. Alla voce Lalli. Quasi da solo, dicevo, perchè le sponde le cerca in Luca Rossi (ex Ustamò) e Saro Cosentino (ex Battiato- cpi). Non so se Luca Rossi si sia limitato a suonare il basso, di sicuro i pezzi imputabili alle sue caratteristiche sono quelli dove compare Fiamma: un pessimo pezzo similbjork ("pied beauty") e un pezzo stile Ustmamò ("Kral", dove Mara canta, o forse è Fiamma ma fa lo stesso), totalmente avulso dal contesto del disco. Saro Cosentino invece di sicuro porta in dotte l'uso della soprano, calibrato e non strabordande, e certi arrangiamenti in alcune tracce. "Dolorama" è una di queste (pezzo sul 11 settembre): Lalli cerca di elaborare il lutto ("un pigro sfracello di torri di fumo"), Marina Parente lo urla, Zamboni incede insieme agli archi nel pezzo più lirico. Puro esperimento electro, ben congeniato, ossessivo nelle ritmiche, con riff acidi e il parlato secco è invece "blu di prussia". Rimane bene, è un buon lavoro a cui sicuramente sono stati aggiunti dei pezzi alieni (vuoi colonne sonore o Fiamma), lo stile della composizione dei testi è quello, ma in fin dei conti fin dalle origini appartiene anche a lui (Vangelo Apocrifo, vs 11-40 siae). Poteva vivere di rendita sonora nel filone discografico piu redditizio, quello della memoria, ma, lo ripeto, i fantasmi sono solo in chi li vuole evocare.

Le ceneri delle ceneri delle ceneri sono state cosparse, gli Ustmamò si sono sciolti, Taver è latitante, le primigenie dei Disciplinatha non si sono mai riprodotte, Wolfango fa il dr frankstein dietro Bugo, degli altri non so.
Coraggio, la situazione è eccellente, ElRocco è con voi.

"Non è uscito. Sono loro che sono collassati"
Circolo ARCI - PianuraPadana -
Data Astrale: menounnienteallafinedelmacellaioedigigietto.

I Guardiani della Rivoluzione.
Diffidate sempre da chi si ritiene maggiormente titolato "a raccontarvi questa storia". É un reazionario, prendete subito la mira e sputategli negli occhi. Oppure, se siete di indole socialdemocratica, assicuratevi di avere almeno le birre a portata di mano per sostenere la conversazione dall'esito scontato. Fanno i democratici, ma se inserite dettagli che non si addicono al loro dipinto sono cazzi. Sono i primi a riconoscere che una canzone ha diversi significati ma "il mio è quello giusto perciò togliti dalle palle". Ora se sono sotto i 21 questo è fisiologico ma dopo diventano solo le incancrentite caricature di giovani punk intransigenti folgorati sulla via emiliana. La cosa più strana è che questi depositari ultimi del Verbo non appartengono quasi mai, o sono comunque fuorisincrono, allo "zoccolo duro" e per rifarsi di preziosi "punti esperienza" diventano integerrimi in materia. Una buona percentuale di loro sicuramente si starà stracciando le vesti per la fine dei PGR. Idioti.
"Non fare di me un idolo lo brucierò, trasformami in megafono m'incepperò".

ElRocco - Ciao
GLF- Ciao
ElRocco- Sei ...?
GLF - ...Si [Ride]
ElRocco - ....Vabè.....
## + tardi al livello del mare ##
ElRocco - è un grande, anche umile nel suo rapportarsi a noi che in fin dei conti andiamo lì a scassargli il cazzo.
ElPueblo - ma di che avete parlato?
ElRocco - ma... del più e del meno....
AppenninoToscoEmilianofinoallivellodelmare-
Data Astrale:adidasgazelleetabaccodarollare


















    postato da elrocco | 21/02/2004 12:04 | commenti (5) |

@ In the Fishtank 10 - Motorpsycho + Jaga Jazzist Horns

Per il decimo episodio hanno messo insieme 2 band del Nord Europa. Nel libretto si narra che le abbiano chiuse per 3 giorni in uno studio di registrazione di una località sperduta, lassù in alto sulla cartina geografica. Uno spesato ricovero coatto a finalità artistiche? I nomi sono suggestivi e la collana ha un suo valore aggiunto: "lo chiamavano post-rock". In pratica ne viene fuori una voglia di session i cui intenti sono sviscerati al meglio al quarto pezzo, nella cover "Theme De Yo Yo", non a caso il più bello e riuscito soprattutto perchè il canovaccio era preesistente. L'inizio è affidato ad una classica intro, volutamente "fredda" ma facilmente dimenticabile, dove sopra si dilata il suono del corno. Poi arriva un pezzo riconoscibile nello schema rock, con il cantato e il ritornello, dove si tenta una deriva jazz sorretta dai fiati: compiuto ma prevedibilissimo. L'altro unico pezzo che merità è "Doffen Ah Um": si suona come in una Big Band, la chitarra rigorosamente "sotto" e i fiati detonano in libertà. Del solo pezzo che ha goduto di molti repeat ho gia detto: la scena non è più divisa, c'è meno rigidità, vuole essere suonato il + rock possibile e lo si fa affidando ai sax i deragliamenti come se fossero chitarre, il groove è micidiale e il cantato omaggia (o sfotte che poi è uguale) i grandi del Rock. Che dire dell'ultimo pezzo? La seconda volta che l'ho ascoltato mi è venuta voglia di iniziare le pulizie primaverili in pieno Febbraio, così ho poratato fuori il rusco, ho svolto i doveri di buon vicinato riempendo le buchette delle posta altrui con le mie cartacce e al ritorno, visto che la deriva rumorista pretenziosa non era ancora finita, ho staccato la spina dello stereo. È un ibrido, per niente fecondo, attenti a non sovrapporsi. Dove sono le chitarre? Hanno preso il post-rock avendo in mente il freejazz, lecito ma rimane solo noioso. Hanno voluto giocare principalmente con gli spazi ma si sono persi. Insomma l'esito di questa accoppiata ricorda molto le campagne acquisti dell'Inter: bei nomi, idee vaghe, risultati a sprazzi.

La Favoletta dela casetta sperduta piena di artisti mi fa sempre vomitare. Il mito dell'ispirazione nella musica, rigorosamente minuscola, ha fatto solo danni incalcolabili. Però vedo che è una storiella dura a morire esattamente come "a soffrire si migliora". Strano, entrambe sono prerogative dell'imminente Festival dei Fiori. A Tony Renis la mafia non fa schifo (visto che siamo arrivati qua e ci tengo alle puntualizzazioni)

i cani da copyright/2 - Non erano defacement. Si mormorava che a far scattare la retata fosse stato proprio il Festival di SanRemo visto che sarebbero gia disponibili le release in giro (gli amici di Renis amano portarsi avanti col lavoro). Invece non si sarebbe trattato di canzonette ma della Utet. Il gestore del sito incriminato avrebbe passato un link hash della release di Juris Data ( gli operatori del campo e affini sanno cos'è, quanto sia utile e quanto sia costosa) rintracciabile nel suo Hard Disk. La Utet s'è incazzata, è scattata la denuncia e i tutori hanno buttato giu baracca e burattini. Ora gli amici di Renis potrebbero finalmente espandere il loro monopolio delle bancarelle lanciandosi anche su questo mercato (magari proprio davanti ai tribunali). É una voce che gira chiaramente. Dico quella della Utet, per l'altra ci sono prove a bizzeffe e pure interviste del diretto interessato.

Finalmente- Ecco a voi la parola definitiva, la sola cosa da sapere, veritiera e finalmente interessante sul fenomeno groupie.

    postato da elrocco | 14/02/2004 12:37 | commenti (3) |

@ I Can't Stop - Al Green

Fa tutto quello che deve fare e lo fa bene, ci mancherebbe. Per confezionarlo così caldo e sensuale ritorna insieme al suo vecchio produttore Willie Mitchell. Infatti non si discosta dalla sua migliore produzione, si aggiunge un po qua e la: big band, riff di chitarra ma nessuna "evoluzione", soprattutto negli arrangiamenti. Il falsetto riporta tutto a casa, sempre. Disco d'amore che gli stolti possono cannibalizzare mischiando gossip e "scelte di vita", contenti loro. Restaurazione, o nostalgia che poi è lo stesso? Le medesime persone artefici della grandezza di quel Suono, si ripresentano nello stesso studio di registrazione, con la stessa strumentazione e con gli stessi risultati ( meno male) a distanza di 20 anni. C'è qualcosa di reazionario? Roba che il giovane punk incontentabile, figlio del Plasmon, sepolto da qualche parte dentro di te, incomincierebbe a riderti in faccia. Ma tu, consapevole come solo i Soulmen e i Grandi Calciatori sanno essere, gli spieghi che hai imparato che nella musica non esiste mai niente di nuovo, che bisogna prendere atto che le avanguardie sono morte e sepolte, che nella musica tutta non esiste niente di parassitario: ci si ciba sempre di tradizioni musicali preesistenti, altrimenti si scomodorebbe il soffio di Dio, tanto per citare gli stolti. Poi si prende il punk incontentabile, figlio del Plasmon, e gli si fa sentire cosa è diventata la scena musicale R&B/Soul: un coacervo di stereotipi e sovraprodduzioni inverosimili. Quindi ritornare al passato è una strada che non disdegnamo a priori. Se insiste e fa il cacacazzo lo si picchia e gli si fa ripetere a mantra come avveniva nelle vecchie sezioni di un tempo: "Gli anarchici sono i borghesi nell'ora di ricreazione, gli anarchici sono i borghesi nell'ora di ricreazione...."

I cani da copyright. (1,2,) A quanto pare fortunatamente sono solo defacement.

iRATE - Tra l'Utopia e Il sogno proibito delle aree marketing (un caso?). Non è un filesharing ma un sistema di ascolto diffuso e razionalizzato il cui scopo è suggerirti possibili canzoni adatte ai tuoi gusti, il tutto grazie ad un algoritmo. Inquietante eh? Come funziona esattamente lo trovate scritto qua, prima di temere una talebanizzazione ulteriore della musica il sito chiarisce che non opera attraverso genres (grazie al cazzo sennò non era innovativo). Oltre ad implicazioni filosofiche e di costume che lasciamo gratis ai mensili allegati ai quotidiani, questo vuole essere anche un esempio di modello b2b:"Record companies have to pay to get music onto the radio and iRATE performs the same function as radio". Il tutto in ottica opensource. Per la questione privacy "The iRATE server stores your track ratings. I will respect your privacy by not selling or otherwise passing this information on to anyone else". In effetti rimane inquietante, ammesso che funzioni.

RadioRipper - questa invece mi sa tanto che non dura. In fondo il concetto però è lo stesso dell'era pre-digitale.

Niente partitella oggi pomeriggio, ho il raffreddore. Da quando sono tornato dal Vietnam non sto ancora bene. Comunque ne è valsa la pena, un grande paese, pieno di storia e cultura e in confidenza si mangia pure bene, fanno un pollo, ma un pollo.. che è una bontà, ve lo consiglio. Se non fosse per sto cazzo di raffreddore ne scriverei volentieri. Ciao ElRocco.

    postato da elrocco | 7/02/2004 12:23 | commenti (2) |